IL NUOVO PATTO ETERNO
PREMESSA
La lettura di questo trattato è indicata per quanti hanno una buona conoscenza biblica e richiede un serio impegno, pertanto vi invitiamo appositamente a leggerlo con attenzione e meditarlo per poi esprimere il vostro parere al fine di collaborare per renderlo uno valido strumento di aiuto per noi e per gli altri.
Il proliferare incessante delle dottrine che impercettibilmente sviano dall’obiettivo primario del Vangelo, ci ha convinti ad esporci per il bene comune.
Ciò premesso, non vogliamo rischiare di apparire come i “nuovi detentori della verità”, tantomeno promuovere una contesa, desideriamo soltanto rendervi partecipi di questa parte della verità biblica (riscoperta per grazia) che reputiamo indispensabile.
L’obiettivo finale è vedere tutti salvati affinché ogni goccia del prezioso sangue del Signore nostro Gesù Cristo trovi pieno compimento con la salvezza del maggior numero di anime possibili.
IL NUOVO PATTO ETERNO
Rev. 28/04/20
Il “Patto” (dall’ebraico berith, dal greco diatéche e dal latino pactum) è un accordo o un’alleanza realizzata tra due o più soggetti o parti, di conseguenza se anche una sola delle parti viene meno, il patto decade.
Dio ha stipulato fondamentalmente due patti con gli uomini:
Il primo (il vecchio patto) è riassunto nell'Antico Testamento al capitolo 34, versetti 27-28 del libro dell'Esodo:
“Poi l'Eterno disse a Mosè: «Scrivi queste parole, perché sul fondamento di queste parole io ho contratto alleanza con te e con Israele». Così Mosè rimase là con l'Eterno quaranta giorni e quaranta notti; non mangiò pane né bevve acqua. E l'Eterno scrisse sulle tavole le parole del patto, i dieci comandamenti”.
Il nuovo invece, profetizzato sempre nell'Antico Testamento, è stato introdotto con la venuta di Gesù nel Nuovo Testamento. Il libro di Geremia al capitolo 31 versetti 31-33 attestano:
Ecco, verranno i giorni», dice l'Eterno, «nei quali stabilirò un nuovo patto con la casa d'Israele e con la casa di Giuda; non come il patto che ho stabilito con i loro padri nel giorno in cui li presi per mano per farli uscire dal paese di Egitto, perché essi violarono il mio patto, benché io fossi loro Signore», dice l'Eterno. «Ma questo è il patto che stabilirò con la casa d'Israele dopo quei giorni», dice l'Eterno: «Metterò la mia legge nella loro mente e la scriverò sul loro cuore, e io sarò il loro Dio ed essi saranno il mio popolo.
Con questo trattato ci soffermeremo sul secondo (il definitivo), il
Nuovo Patto eterno, migliore del precedente, al quale si integra senza rinnegarne i fondamenti.
Il nuovo patto eterno non è un patto esclusivamente legalistico
(in quanto la legge non è stata annullata o modificata ma confermata), ma il più grande patto d’amore mai offerto all’uomo, che può essere stipulato da tutti. E’ quindi un’opportunità indispensabile affinché l'uomo possa garantirsi il rinnovato aiuto di Dio, evitando così di ritornare ad essere schiavo del male, compromettendo il suo destino eterno.
L'adesione al nuovo patto introduce al “Vangelo”, la buona notizia, in cui è annunciato il piano salvifico di Dio.
Nell’annunzio del Vangelo viene manifestata, anzitutto, la triste condizione di perdizione eterna a cui tutta l’umanità è pervenuta a causa del peccato imperante, da qui il venir meno della comunione e della vicinanza tra l’uomo e Dio: da sottolineare che nessuno di noi possedeva e mai possiederà alcunché da offrire come contraccambio a questa immensa grazia.
Il nuovo patto con Dio dà l’opportunità a tutti gli uomini di poter ricevere l’autorità di diventare figli e quindi coeredi del suo figliuolo Gesù Cristo (a tutte le sue creature di diventare Re e Sacerdoti). Tutto ciò è possibile per mezzo del dono della fede che ci ha introdotti alla grazia, la quale non ci esime dall'assumere, assieme ai diritti, anche dei doveri verso il Padre.
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Quanti credono ed accettano Gesù ricevono il dono della fede per ottenere la grazia, in quanto, a causa dei peccati commessi, avremmo dovuto affrontare il giudizio e la conseguente condanna. Da qui la grandiosità dell’amore di Dio che libera dal peso dei peccati commessi e dalla schiavitù di satana, rigenera il cuore ed offre lo Spirito Santo, dandoci l’opportunità nella vita terrena restante di manifestare il nostro ravvedimento.
“Figli” diventano coloro che accettano quanto predicato da Gesù nel Vangelo originario, praticato e trascritto dai profeti e dagli apostoli, che annunciano:
“qui in terra dobbiamo fare la volontà di Dio, così come è fatta nel cielo”.
Questa gloriosa opportunità è concessa (solo per grazia) a chi accetta coscientemente e consapevolmente Gesù Cristo come personale Salvatore, Signore unico Maestro, Colui che mediante il Suo sangue sparso alla croce offre a ognuno la possibilità di fare pace con Dio, annullando i nostri peccati e cancellando l’inimicizia che ci divideva da Dio.
Il sacrificio del suo amato figliuolo è più che sufficiente a riscattare i debiti di tutti gli uomini, è come se Dio avesse voluto fare un investimento a favore di tutti noi - dando pari opportunità - pur sapendo, già dall'alto della Sua Onniscienza, che pochi saranno coloro che sceglieranno di varcare la porta stretta (Matteo 7:13-14) perseverando fino alla fine della vita terrena. Questo Nuovo Patto non è una decisione unilaterale, ma prevede un accordo ratificato tra Dio e l’uomo, eternamente valido per coloro che lo dempiranno.
È chiaro che, in caso di inadempienze prive di un palese ravvedimento da parte dell’uomo, il patto decadrebbe.
Noi tutti eravamo separati da Dio a causa dei nostri peccati e di quelli commessi dai nostri progenitori, che causarono in principio
la perdita istantanea dell’immortalità, compromettendo contempo- raneamente la comunione con Dio. Tale separazione comportò il passaggio dell’autorità sulla terra da Adamo a Satana e a tutto il suo esercito.
Le continue trasgressioni e disubbidienze hanno determinato in maniera quasi progressiva *(la riduzione degli anni della vita terrena dell’uomo), dai 969 anni di Methuselah ai 120 anni al tempo di Mosè, che successivamente vennero ulteriormente decurtati (come decretato nel Salmo 90) con il peggioramento della media
scesa a soli settanta-ottanta anni, fatta eccezione per
gli ultracentenari (condizione contemplati biblicamente).
A quanti credono viene data
per grazia la possibilità di
“nascere di nuovo” e quindi, non solo di riavere comunione con Dio - come l’avevano Adamo ed Eva al principio - ma anche di divenire figli ricevendo lo Spirito Santo, come promesso nel libro del profeta Ezechiele:
“E io darò loro un altro cuore e metterò dentro di loro un nuovo spirito, toglierò via dalla loro carne il cuore di pietra e darò loro un cuore di carne, perché camminino nei miei statuti e osservino le mie leggi e le mettano in pratica; allora essi saranno il mio popolo e io sarò il loro DIO”.
(Ezechiele 11:19-20)
“Spanderò quindi su di voi acqua pura e sarete puri; vi purificherò da tutte le vostre impurità e da tutti i vostri idoli. Vi darò un cuore nuovo e metterò dentro di voi uno spirito nuovo; toglierò dalla vostra carne il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne. Metterò dentro di voi il mio Spirito e vi farò camminare nei miei statuti, e voi osserverete e metterete in pratica i miei decreti”. (Ezechiele 36:25-27)
Se non permettessimo a Dio di cambiare il nostro cuore di pietra in un cuore di carne, non potrebbe scriverci sopra il nuovo patto, per poi mettere dentro di noi il Suo Spirito, gloriosa promessa confermata anche nel Vangelo di Giovanni. Solo coloro dunque, che permetteranno a Dio di scrivere le Sue leggi nel loro cuore e nella loro mente, ameranno la Sua legge e l’avranno sempre presente non la potranno dimenticare, ma sarà per tutti così? Gesù ci ha anticipato la risposta, non tutti vorranno passare per la porta stretta e non tutti perverranno a maturità cristiana, molti cominceranno ma non porteranno a termine, solo per coloro che persevereranno per grazia si completerà la Scrittura (nel cuore e nella mente). I graziati celebreranno il Salmo centodiciannove e non se ne distaccheranno mai. Di seguito alcuni versi estrapolati:
GHIMEL
18 Apri i miei occhi, e contemplerò le meraviglie della tua legge.
19 Io sono straniero sulla terra; non nascondermi i tuoi comandamenti.
23 Anche se i principi si siedono e parlano contro di me, il tuo servo medita sulle tue leggi.
24 I tuoi precetti sono la mia gioia e i miei consiglieri.
DALETH
26 Ti ho esposto le mie vie, e tu mi hai risposto; insegnami i tuoi statuti.
27 Fammi comprendere la via dei tuoi comandamenti, e io mediterò sulle tue meraviglie.
29 Tienimi lontano dalla falsità e, nella tua grazia, fammi conoscere la tua legge.
30 Io ho scelto la via della fedeltà; ho posto i tuoi decreti davanti a me.
31 Sto attaccato ai tuoi precetti; o Eterno, non permettere che io sia confuso.
32 Correrò nella via dei tuoi comandamenti, perché tu mi allargherai il cuore.
Con il nuovo patto nel Vangelo il Signore ha aperto i nostri occhi, rivelandoci e confermandoci l'esistenza di Satana e di un mondo spirituale parallelo di cui eravamo ignari e schiavi (vedi Marco 5:1-20, Matteo 12:43-45).
A noi tutti che alla nascita eravamo delle semplici creature, viene concesso di rinascere dall’alto ricevendo l’autorità di
diventare figli di Dio e di poter scacciare tutti i demoni nel Suo nome (vedi Marco 16:14-20).
L’uomo, essendo inferiore agli angeli ribelli, era impossibilitato a contrastarli:
“Tu lo hai fatto per un po’ di tempo inferiore agli angeli… …Gesù che è stato fatto per un po’ di tempo inferiore agli angeli, affinché per la grazia di Dio gustasse la morte per tutti”.
Da Ebrei capitolo 2 versetti 7 e 9.
Gesù uomo era inferiore agli angeli (diversamente non sarebbe potuto morire), per questo nel nuovo patto Dio ci ha dato la possibilità di riequilibrare le forze con il dono dello Spirito Santo, che ci permette di contrastare e vincere gli angeli ribelli, superiori all’uomo naturale.
In Efesini capitolo 6 dal versetto 12:
Poiché il nostro combattimento non è contro carne e sangue, ma… contro gli spiriti malvagi nei luoghi celesti… (angeli ribelli)
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Un gran numero di credenti ignora che il nuovo patto ci lega a Dio e che la trasgressione dei dieci comandamenti della legge eterna rompe il patto. Nel nuovo testamento, sono presenti una serie di versetti che sottolineano che coloro che saranno trovati a trasgredirne il contenuto (ciò equivarrebbe a violare il nuovo patto), non erediteranno il regno dei cieli.
Non sapete voi che gli ingiusti non erediteranno il regno di Dio? Non v'ingannate: né i fornicatori, né gli idolatri, né gli adulteri, né gli effeminati, né gli omosessuali, né i ladri, né gli avari, né gli ubriaconi, né gli oltraggiatori, né i rapinatori erediteranno il regno di Dio. Or tali eravate già alcuni di voi; ma siete stati lavati, ma siete stati santificati, ma siete stati giustificati nel nome del Signore Gesù e mediante lo Spirito del nostro Dio. (1 Corinzi 6:9-11)
(1 Corinzi 5:10-13, Galati 5:18-23, Apocalisse 20:13-15,
21:7-8, 22:14-15)
Da un'attenta analisi delle Scritture e come riportato dall'apostolo Paolo nella lettera ai Galati, possiamo affermare che nel mondo circola il cosiddetto
“Vangelo diverso”, un Vangelo comodo, incompleto e molto pericoloso (vedi Galati cap.1,
lettura indispensabile).
Molti predicano solo delle promesse meravigliose e delle virtù che ancora oggi Gesù manifesta ed elargisce, senza sottolineare a tutti i chiamati l’indispensabilità del ravvedimento, dell’accogliere ed accettare non solo i diritti, ma anche i doveri di figli.
Così facendo è come se dicessero che Gesù, nell’affermare che
“Tutto è compiuto”, avesse dispensato totalmente i credenti da ogni tipo di onere e di dovere. È vero che, come riportato in Isaia, Dio ha pagato al doppio dei nostri peccati, ma ciò non comporta grazia illimitata senza confini, non è una concessione unilaterale bensì un patto!
Tutti coloro che non adempiranno al nuovo patto si precluderanno le sante promesse e non potranno più giungere a salvezza eterna. Fa eccezione il ladrone che poco prima di morire manifestò pubblicamente cinque passi di fede, venendo liberato definitivamente dal peccato:
“Il mio popolo perisce per mancanza di conoscenza. Poiché tu hai rifiutato la conoscenza, anch’io ti rifiuterò come mio sacerdote; poiché tu hai dimenticato la legge del tuo DIO, anch’io dimenticherò i tuoi figli”. (Osea 3:6)
Gesù è colui che
“Dio ha preordinato per far l’espiazione mediante la fede nel Suo sangue, per dimostrare così la sua giustizia per il perdono dei peccati, che sono stati precedentemente commessi durante il tempo della pazienza di Dio”. (Romani 3:25)
In questi passi è evidente che l’espiazione si riferisce prevalentemente ai peccati commessi contro la legge eterna
prima dell’avvenuta conversione, che può realizzarsi solo dopo l’annunzio e l’accettazione del Vangelo. Tutti potremmo ritrovarci a trasgredire i comandi dettati dal Signore Gesù Cristo che, ancora oggi, concede ulteriore opportunità di perdono purché siano trasgressioni poco importanti, episodiche e non abitudinarie:
“Ma se camminiamo nella luce, come egli è nella luce, abbiamo comunione gli uni con gli altri, e il sangue di Gesù, il Figlio suo, ci purifica da ogni peccato. Se diciamo di essere senza peccato, inganniamo noi stessi e la verità non è in noi. Se confessiamo i nostri peccati, egli è fedele e giusto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità. Se diciamo di non avere peccato, facciamo di lui un bugiardo e la sua parola non è in noi”. (1 Giovanni 1:7-10)
Attenzione, non è sufficiente limitarsi a confessarli, è indispensabile ravvedersi e abbandonarli:
“Chi copre le sue trasgressioni non prospererà, ma chi le confessa e le abbandona otterrà misericordia”. (Proverbi 28:13)
Se anche pecchiamo, abbiamo un avvocato presso il Padre:
“Figlioli miei, vi scrivo queste cose perché non pecchiate; ma se qualcuno ha peccato, abbiamo un avvocato presso il Padre: Gesù Cristo, il giusto. È lui la vittima di espiazione per i nostri peccati; non soltanto per i nostri, ma anche per quelli di tutto il mondo”. (1 Giovanni 2:1-2)
Qui si riferisce prevalentemente ai “peccati minimi” (vedi Matteo 5:19) derivanti dalle disubbidienze agli ulteriori comandi, dati da Gesù, che si aggiungono ai dieci comandamenti scritti da Dio Padre. Se così non fosse l’apostolo Giovanni si contraddirebbe nel successivo capitolo 3 versetti 4-7, in cui è scritto:
“Chiunque commette il peccato, commette pure una violazione della legge; e il peccato è violazione della legge. E voi sapete che egli è stato manifestato per togliere via i nostri peccati; e in lui non vi è peccato. Chiunque dimora in lui non pecca chiunque pecca non l’ha visto né l’ha conosciuto. Figlioletti, nessuno vi seduca: chi pratica la giustizia è giusto, come egli è giusto”.
I principali nuovi comandamenti, connessi ai 10 iniziali, prevedono:
• Se non perdonate, non sarete perdonati;
• Se sapete fare il bene e non lo fate, commetterete peccato;
• Non siate motivo d’inciampo per i vostri fratelli;
• Fate del bene a quelli che vi odiano;
• Chi ti percuote su una guancia, porgigli anche l'altra;
• Da’ a chiunque ti chiede; e a chi ti toglie il tuo, non glielo ridomandare;
• Amate i vostri nemici;
• Fate del bene a tutti;
• Prestate senza sperarne nulla e il vostro premio sarà grande e sarete figli dell'Altissimo etc. etc.
Le seguenti scritture evidenziano la centralità del nuovo patto:
“Poi prese il calice e rese grazie, e lo diede loro dicendo: «Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue, il sangue del nuovo patto che è sparso per molti per il perdono dei peccati”. (Matteo 26:27-28)
“Poi prese il calice e rese grazie, lo diede loro, e tutti ne bevvero. Quindi disse loro: «Questo è il mio sangue, il sangue del nuovo patto, che è sparso per molti»”.
(Marco14:23-24)
“Poi prese il calice, rese grazie e disse: «Prendete questo e dividetelo fra di voi, perché io vi dico che non berrò più del frutto della vigna, finché il regno di Dio sia venuto». Poi, preso il pane, rese grazie, lo spezzò e lo diede loro dicendo: «Questo è il mio corpo, che è dato per voi; fate questo in memoria di me». Così pure, dopo aver cenato, prese il calice dicendo: «Questo calice è il nuovo patto nel mio sangue, che è sparso per voi”. (Luca 22:17-20)
L’apostolo Paolo ha espresso nuovamente, per mezzo dello Spirito Santo, la “somma” dei tre versetti sopra riportati nei vangeli, che concordano e si completano l’un l’altro, come vediamo riportato chiaramente nella prima lettera ai Corinzi:
Poiché ho ricevuto dal Signore quello che vi ho anche trasmesso; cioè, che il Signore Gesù, nella notte in cui fu tradito, prese del pane, e dopo aver reso grazie, lo ruppe e disse: «Questo è il mio corpo che è dato per voi; fate questo in memoria di me». Nello stesso modo, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: «Questo calice è il nuovo patto nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne berrete, in memoria di me. Poiché ogni volta che mangiate questo pane e bevete da questo calice, voi annunciate la morte del Signore, finché egli venga». (1 Corinzi11:23-25)
Gesù esorta a non dimenticare il suo sacrificio, che ci consente di stipulare il nuovo patto con Dio mediante il Suo sangue versato sulla croce, un patto che equivale a molto più di un semplice voto, in quanto, nel caso di inadempienza da parte nostra, Dio sarebbe Suo malgrado costretto a rigettarci.
Lui stesso chiede di ricordare del continuo quanto ha pagato per consentirci di poter stipulare
il nuovo patto “eterno”, un patto che va difeso, onorato e rispettato, se vogliamo ereditare le promesse.
Egli ha istituito la Cena del Signore (meglio nota come Eucarestia per i cattolici) affinché ci ricordassimo del continuo:
“Il segreto dell’eterno è rivelato a quelli che lo temono, ed egli fa loro conoscere il suo patto”. (Salmo 25:14)
“Ecco, verranno i giorni," dice l’Eterno, "nei quali stabilirò un nuovo patto con la casa d’Israele e con la casa di Giuda, non come il patto che ho stabilito con i loro padri nel giorno in cui li presi per mano per farli uscire dal paese di Egitto, perché essi violarono il mio patto, benché io fossi loro Signore"; dice l’Eterno. "Ma questo è il patto che stabilirò con la casa d’Israele dopo quei giorni" dice l’Eterno: "Metterò la mia legge nella loro mente e la scriverò sul loro cuore, e io sarò il loro Dio ed essi saranno il mio popolo” ... ... “Poiché io perdonerò le loro iniquità e non mi ricorderò più del loro peccato”.(Geremia 31:31-34)
“Egli si ricorda per sempre del suo patto, per mille generazioni della parola da lui comandata, del patto che fece con Abrahamo e del giuramento che fece a Isacco, che confermò a Giacobbe come uno statuto e a Israele come un patto eterno”. (Salmo 105:8-10)
La stessa promessa del nuovo patto che Dio ha concretizzato con la venuta di Gesù è riportata anche in 2 Corinzi:
…il quale ci ha anche resi ministri idonei del nuovo patto, non della lettera, ma dello Spirito, poiché la lettera uccide, ma lo Spirito dà vita. (2 Corinzi 3:6)
“Per questo, Gesù è diventato garante di un patto migliore”.
(Ebrei 7:22)
“Ma ora Cristo ha ottenuto un ministero tanto più eccellente in quanto egli è il mediatore di un patto migliore, fondato su migliori promesse”. (Ebrei 8:6)
“Dio infatti, rimproverandoli, dice: “Ecco vengono i giorni che io concluderò con la casa di Israele e con la casa di Giuda un nuovo patto, non come il patto che feci con i loro padri, nel giorno che li presi per mano per condurli fuori dal paese d’Egitto, perché essi non sono rimasti fedeli al mio patto, ed io li ho rigettati, dice il Signore. Questo dunque sarà il patto che farò con la casa d’Israele dopo quei giorni, dice l’Eterno: io porrò le mie leggi nella loro mente e le scriverò nei loro cuori e sarò il loro Dio, ed essi saranno il mio popolo”. (Ebrei 8:8-10)
Anche lo Spirito Santo ricorda in maniera chiara che il patto è contenuto nel Vangelo:
“Or la speranza non confonde, perché l’amore di Dio è stato sparso nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato. Perché’, mentre eravamo ancora senza forza, Cristo è morto per noi”. (Romani 11:5-6)
E ce ne rende testimonianza anche lo Spirito Santo; infatti dopo aver detto: <>. (Ebrei 10:15 e 16)
Sicuramente non intende dire che imporrà il suo patto ad alcuno, ma piuttosto che sarà possibile stipularlo con quanti, una volta chiamati, crederanno e lo accetteranno. Come il vecchio patto decadde per gli infedeli (disubbidienti) che furono rigettati,
anche il nuovo patto decadrà per coloro che saranno infedeli e non lo adempiranno. La differenza fondamentale tra il vecchio e il nuovo patto sta nei segni che i figli di Dio possono praticare grazie allo Spirito Santo (Vedi Marco 16:14-20):
“E perciò egli è il mediatore del nuovo patto affinché, essendo intervenuta la morte per il riscatto dalle trasgressioni commesse sotto il primo patto, i chiamati ricevano le promesse dell’eterna eredità”. (Ebrei 9:15)
“e dirà: «Radunate attorno a me i miei santi, quelli che hanno fatto con me un patto mediante il sacrificio»”. (Salmo 50:5)
L’eterna eredità promessa si otterrà solo per grazia e si concretizzerà in tutti coloro che, lasciando scrivere sulla tavola dei loro cuori la legge eterna, osserveranno il nuovo patto concesso mediante l’opera dello Spirito Santo, il solo che può contrastare e vincere l’avversario.
Pertanto, coloro che non ottempereranno e continueranno a peccare volontariamente contro la legge eterna di Dio (non quella Mosaica dei precetti e cerimoniali decaduti), andranno incontro ad un giudizio più severo. È, infatti, descritto in maniera chiara e tangibile quale sarà la
“seconda morte” (la fine eterna), riservata a chi continua a peccare intenzionalmente:
“E di queste cose noi gli siamo testimoni, come pure lo Spirito Santo, che Dio ha dato a coloro che gli ubbidiscono”.
(Atti 5:32)
“Infatti, se noi pecchiamo volontariamente dopo aver ricevuto la conoscenza della verità, non rimane più alcun sacrificio per i peccati, ma soltanto una spaventosa attesa di giudizio e un ardore di fuoco che divorerà gli avversari. Chiunque trasgredisce la legge di Mosè muore senza misericordia sulla parola di due o tre testimoni. Quale peggiore castigo pensate voi merita colui che ha calpestato il Figlio di Dio e ha considerato profano il sangue “del patto” con il quale è stato santificato e ha oltraggiato lo Spirito della grazia?” (Ebrei 10:26-29)
E riproponiamo:
“Chiunque commette il peccato, commette anche violazione della legge, perché il peccato è violazione della legge. Voi sapete che egli è apparso per togliere i peccati e che in lui non v'è peccato. Chiunque rimane in lui non pecca; chiunque pecca non lo ha visto né l'ha conosciuto. Figlioli, nessuno v'inganni. Chi pratica la giustizia è giusto com'egli è giusto. Chi commette il peccato viene dal diavolo, perché il diavolo pecca dal principio; per questo è stato manifestato il Figlio di Dio: per distruggere le opere del diavolo. Chiunque è nato da Dio non commette peccato, perché il seme di Dio dimora in lui, e non può peccare perché è nato da Dio”.
(1 Giovanni 3:4-9)
“Lui ha Dio preordinato per far l’espiazione mediante la fede nel Suo sangue, per dimostrare così la sua giustizia per il perdono dei peccati, che sono stati precedentemente commessi durante il tempo della pazienza di Dio”.
(Romani 3:25)
Il fine della completa liberazione dal peccato è consentirci di distruggere, come il Maestro, le opere di Satana. Sebbene Dio abbia predisposto un nuovo patto sacro, non significa che un graziato resti irreversibilmente in tale condizione, ovvero
“graziato sempre graziato” oppure
“salvato sempre salvato”. Come è già accaduto ai nostri padri a causa della loro disubbidienza al vecchio patto, ugualmente anche noi disubbidendo - al nuovo - verremmo giustamente rigettati inevitabilmente.
Andiamo a rivedere quali sono i termini indispensabili del nuovo patto e qualora non gli avessimo permesso di scriverlo nelle nostre menti e nei nostri cuori, affrettiamoci a farlo, sapendo che Lui ha già predisposto l’aiuto essenziale che consente a tutti i fedeli non solo di stipularlo, ma anche di riuscire interamente a portarlo a compimento.
Ecco come si sviluppa biblicamente il
“nuovo patto” annunziato attraverso il Vangelo (la buona notizia), per poter ricevere di volta in volta tutte le promesse trasmesseci da Gesù:
“Nessuno viene a Me, se il Padre che mi ha mandato non lo attiri” e “Nessuno viene al Padre se non per mezzo di Me”.
(Giovanni 6:44 e 14:6)
“Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli; ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli”. (Matteo 7:21)
Sebbene sia anche scritto “Chiunque avrà invocato il nome del Signore sarà salvato”, ci teniamo a ribadire che il solo pronunziare il nome di Cristo non è sufficiente, piuttosto è l'inizio di un processo che, mediante l'annunzio e l'accettazione del patto, può condurre a salvezza eterna.
“E quando sarà venuto (lo Spirito Santo),
egli convincerà il mondo di peccato, di giustizia e di giudizio. Di peccato, perché non credono in me; di giustizia, perché io vado al Padre e non mi vedrete più; di giudizio, perché il principe di questo mondo è stato giudicato”. (Giovanni 16:8-11)
Chi crede in me, come ha detto la Scrittura, da dentro di lui sgorgheranno fiumi d'acqua viva». (Giovanni 7:38)
Perciò vi ho detto che morirete nei vostri peccati; perché se non credete che io sono, morirete nei vostri peccati». (Giovanni 8:24)
Uno dei compiti affidati alla Chiesa è quello di annunziare, tramite i Suoi fedeli, il messaggio salvifico, di conseguenza tutti coloro che credono che Gesù sia
“l’Io sono”:
• Accettano il messaggio della Bibbia;
• Aprono il cuore all'amore per la verità;
• Ricevono gratuitamente il dono della fede.
Solo dopo queste prime fasi si perviene alla vera grazia di Dio ed è possibile stipulare il nuovo patto eterno. Non possedendo nessuno di noi alcunché per pattuire, ci viene chiesto in cambio di affidare la nostra vita a Lui, vita per vita: Gesù ha speso la sua vita per noi e noi dobbiamo spendere la nostra vita per Lui:
«Chi avrà trovato la sua vita, la perderà; ma chi avrà perduto la sua vita per causa mia, la ritroverà». (Matteo 10:39/16:35,
Luca 17:33)
Poi disse a tutti: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda ogni giorno la sua croce e mi segua». (Luca 9:23)
«E chiunque non porta la sua croce e mi segue, non può essere mio discepolo». (Luca 14:27)
Dio dona a noi la vita del Suo amato figlio e noi, dal giorno della vera conversione, dovremo mettere a Sua disposizione la nostra fragile e incerta vita, imparando diligentemente a servirlo quali Suoi amati discepoli, per tutti i giorni che vivremo in questa esistenza terrena.
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Tutte le promesse, sia terrene che eterne, saranno per sempre valide solo per coloro che rispetteranno il patto:
“Tutti coloro che lo hanno ricevuto, egli ha dato l'autorità di diventare figli di Dio, a quelli cioè che credono nel suo nome, i quali non sono nati da sangue, né da volontà di carne, né da volontà di uomo, ma sono nati da Dio”. (Giovanni 1:12-13)
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“In verità, in verità vi dico: Chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha vita eterna, e non viene in giudizio, ma è passato dalla morte alla vita”. (Giovanni 5:24)
“Ora dunque non vi è alcuna condanna per coloro che sono in Cristo Gesù, i quali non camminano secondo la carne ma secondo lo Spirito”. (Romani 8:1)
“Ora vi diciamo questo per parola del Signore: noi viventi, che saremo rimasti fino alla venuta del Signore, non precederemo coloro che si sono addormentati, perché il Signore stesso con un potente comando, con voce di arcangelo e con la tromba di Dio discenderà dal cielo, e quelli che sono morti in Cristo risusciteranno per primi”. (1 Tessalonicesi 4:15-16)
“Beato e santo è colui che partecipa alla prima risurrezione. Su di loro non ha potere la morte seconda, ma saranno sacerdoti di Dio e di Cristo e regneranno con lui mille anni”. (Apocalisse 20:6)
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I salvati raggiungeranno il regno eterno di Dio solo dopo il giudizio universale, giudizio che sarà preceduto da un regno terreno (transitorio) di mille anni con Gesù.
Nel nuovo patto viene riproposta la promessa primaria molto più chiaramente rispetto al vecchio patto:
"Questa è la promessa che egli ci ha fatta; la vita eterna".
(1 Giovanni 2:25)
"e io do loro la vita eterna, e non periranno mai". (Giovanni10:28)
Gesù disse:
“In verità, in verità vi dico che se uno osserva la mia parola non vedrà mai la morte”. (Giovanni 8:51)
(Qui si fa riferimento alla seconda morte, quella eterna).
Pertanto, la morte seconda non avrà potestà sui credenti che scamperanno lo stagno ardente di fuoco e di zolfo, destinato a tutti i peccatori che non hanno stipulato o non hanno ottemperato al nuovo patto.
br>Quanto fin qui esposto è la garanzia di tutto quello che il Signore ci ha promesso, pertanto, cosa si aspetta Egli da noi?
“Non sapete che il vostro corpo è il tempio dello Spirito Santo che è in voi, il quale voi avete da Dio, e che voi non appartenete a voi stessi? Infatti siete stati comprati a caro prezzo, glorificate dunque Dio nel vostro corpo e nel vostro spirito, che appartengono a Dio”. (1 Corinzi 6:19-20)
“e ch'egli (Gesù Cristo)
morì per tutti, affinché quelli che vivono non vivano più per se stessi, ma per colui che è morto e risuscitato per loro”. (2 Corinzi 5:15)
Anche se è morto per tutti, solo coloro che riconoscono di appartenere a Dio e non più a loro stessi, vivono per colui che è morto al posto loro, realizzano appieno il Vangelo:
“La nostra cittadinanza infatti è nei cieli, da dove aspettiamo pure il Salvatore, il Signor Gesù Cristo, il quale trasformerà il nostro umile corpo, affinché sia reso conforme al suo corpo glorioso, secondo la sua potenza che lo mette in grado di sottoporre a sé tutte le cose”. (Filippesi 3:20-21)
“Ora, mentre essi parlavano di queste cose, Gesù stesso si rese presente in mezzo a loro e disse loro: «Pace a voi!». Ma essi, terrorizzati e pieni di paura, pensavano di vedere uno spirito. Allora egli disse loro: «Perché siete turbati? E perché nei vostri cuori sorgono dei dubbi? Guardate le mie mani e i miei piedi, perché sono io. Toccatemi e guardate, perché uno spirito non ha carne e ossa, come vedete che ho io». E, detto questo, mostrò loro le mani e i piedi. Ma poiché essi non credevano ancora per la gioia ed erano pieni di meraviglia, egli disse loro: «Avete qui qualcosa da mangiare?». Ed essi gli diedero un pezzo di pesce arrostito e un favo di miele. Ed egli li prese e mangiò in loro presenza”. (Luca 24:36-43)
Quella di Gesù è stata la prima resurrezione a vita eterna, non come le resurrezioni di alcuni che morirono nuovamente, quella eterna si avvererà anche per tutti coloro che avranno creduto e rispettato la volontà di Dio qui sulla terra.
La resurrezione avviene quando un corpo morto torna a vivere materialmente e fisicamente, può essere toccato ed è nuovamente in grado di mangiare e bere:
“Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome. Venga il tuo regno. Sia fatta la tua volontà in terra come in cielo…”.
Da chi deve essere fatta la volontà di Dio sulla terra così come viene fatta in cielo? Certamente dai discepoli che manifestano di essere diventati figli, i soli che avranno la possibilità di essere salvati per l’eternità, dove non ci sarà dolore, né pianto, né malattia, non si invecchierà e non si morirà mai più.
Chi riceve l’autorità di diventare figlio di Dio?
Chi non sarà giudicato?
Chi non sarà condannato?
Chi parteciperà alla prima risurrezione?
Chi sarà resuscitato con un corpo fatto di carne ed ossa immarcescibili e che non si ammalerà più?
Chi sarà resuscitato con un corpo che non soffrirà più?
Chi sarà resuscitato con un corpo che non invecchierà più?
Chi sarà resuscitato con un corpo che non morrà più?
Chi sarà resuscitato di una resurrezione eterna conforme alla Sua?
Solo i fedeli al patto eterno di amore saranno resuscitati con un corpo conforme a quello di Gesù.
Solo coloro che saranno trovati in Cristo Gesù o che moriranno in Cristo non saranno giudicati né tantomeno condannati.
Cosa significa essere in Cristo? Significa che bisogna fare parte del suo corpo sulla terra, corpo che è la vera Chiesa, quella collegata all’unico vero capo, Gesù:
“Egli è il capo del corpo, cioè della chiesa; egli che è il principio, il primogenito dai morti, affinché in ogni cosa abbia il primato. Poiché al Padre piacque di far abitare in lui tutta la pienezza e di riconciliare con sé tutte le cose per mezzo di lui, avendo fatto la pace mediante il sangue (del nuovo patto d’amore)
della sua croce; per mezzo di lui, dico, tanto le cose che sono sulla terra, quanto quelle che sono nei cieli …
Ora sono lieto di soffrire per voi; e quel che manca alle afflizioni di Cristo lo compio nella mia carne a favore del suo corpo che è la chiesa”. (Colossesi 1:18-19, 24)
“ponendo ogni cosa sotto i suoi piedi, e lo ha dato per capo sopra ogni cosa alla chiesa, che è il suo corpo, il compimento di colui che compie ogni cosa in tutti”. (Efesini 1:22-23)
“Colui che è disceso è lo stesso che è anche salito al di sopra di tutti i cieli, per riempire tutte le cose. Ed egli stesso ha dato alcuni come Apostoli, altri come Profeti, altri come Evangelisti e altri come Pastori e Dottori, per il perfezionamento dei santi, per l'opera del ministero e per l'edificazione del corpo di Cristo, finché giungiamo tutti all'unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio, a un uomo perfetto, alla misura della statura della pienezza di Cristo, affinché non siamo più bambini, sballottati e trasportati da ogni vento di dottrina, per la frode degli uomini, per la loro astuzia, mediante gli inganni dell'errore, ma dicendo la verità con amore, cresciamo in ogni cosa verso colui che è il capo, cioè Cristo. Dal quale tutto il corpo (la Chiesa) ben connesso e unito insieme, mediante il contributo fornito da ogni giuntura e secondo il vigore di ogni singola parte, produce la crescita del corpo per l'edificazione di se stesso nell'amore”. (Efesini 4:10-16)
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La vera Chiesa equivale all'arca della salvezza del nostro tempo e farne parte mette l'uomo in condizione di rifiutare e vincere ogni male, abilitandolo a saper fare tutto il bene; non limitandosi al bene (terreno) socialmente inteso, ma ad un bene che procede direttamente da Lui (un bene con finalità eterne), conforme alla sua perfetta volontà, col fine di aiutare ed accompagnare a salvezza eterna coloro che decidono di accettare e rispettare il nuovo patto.
Elenchiamo di seguito le principali fasi di una vera conversione:
1. CONFESSIONE VERBALE DELLA NOSTRA REALE CONDIZIONE DIRETTAMENTE A DIO, SEGUITA DA AUTENTICO PENTIMENTO E RAVVEDIMENTO
Quando riceveremo la grazia dell’annunzio della buona novella, comprendendo di essere dei perduti, contrariamente alle false illusioni in cui eravamo caduti, dovremo fare una scelta: accettare quanto Dio ci offre, riconoscere e confessare la verità ed infine aderire al piano di salvezza predisposto da Dio per mezzo di Gesù Cristo.
2. BATTESIMO IN ACQUA PER IMMERSIONE, DA ADULTI, NELLA PIENA COSCIENZA E CONSAPEVOLEZZA, RATIFICANDO COSÌ IL NUOVO PATTO
Il battesimo può essere dispensato solo dopo aver creduto in piena coscienza e consapevolezza, poiché sancisce e rappresenta la stipula del
nuovo patto tramite il quale accettiamo primariamente il sacrificio di Gesù Cristo nostro Signore, riconoscendolo come Maestro, Redentore ed unico Salvatore, rispettando fedelmente (con il suo aiuto) il nuovo patto. Il miracolo del battesimo è esposto nel dettaglio da Paolo apostolo nella lettera ai Romani al cap. 6.
Nessun’altra formula consentirà di nascere dall’acqua e conseguentemente dallo Spirito, come Gesù promise a Nicodemo. Dal momento che viene dispensato il battesimo, il nome viene scritto nel libro della vita.
3. RICHIEDERE DI RICEVERE ANCHE IL BATTESIMO NELLO SPIRITO SANTO
(dato solo a coloro che manifestano di ubbidire a Dio:
Atti 5:32
“… e lo Spirito Santo che Dio dà a coloro che gli ubbidiscono”)
Già la semplice confessione e l'impegno di voler ubbidire - consapevoli di dover morire a noi stessi per diventare veri discepoli di Cristo - vengono accettati da Dio che dà credito e concede subito ad alcuni lo Spirito Santo che inizialmente aleggerà, per poi successivamente entrare dentro di noi, manifestando le Sue virtù onniscienti. Il “battesimo nello Spirito e col fuoco”, come afferma Giovanni Battista, può essere dispensato solo da Gesù ed equivale al suggello della nuova nascita nello Spirito (sempre come promesso a Nicodemo). I due battesimi nell'insieme equivalgono a nascere dall’alto, ovvero da Dio, come espressa promessa del nuovo patto.
4. LA MANIFESTAZIONE DELLO SPIRITO SANTO AVVIENE CONFERMANDOSI IN MANIERA VISIBILE
Dalla piena obbedienza alla legge eterna (i 10 comandamenti) e ai comandi complementari dati dal Signore nostro Gesù Cristo nel Nuovo Testamento, si manifesterà e si confermerà anche con gli altri segni riportati nel Vangelo di Marco al capitolo 16 dal versetto 14 al 20 e di Giovanni:
“Chi crede in me, come ha detto la Scrittura, fiumi d'acqua viva sgorgheranno dal suo seno. Disse questo dello Spirito, che dovevano ricevere quelli che avrebbero creduto in lui; lo Spirito, infatti, non era ancora stato dato, perché Gesù non era ancora glorificato”. (Giovanni 7:38 e 39):
“Ma il Consolatore, lo Spirito Santo, che il Padre manderà nel mio nome, vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che vi ho detto”. (Giovanni 14:26)
“Ma quando verrà il Consolatore che vi manderò dal Padre, lo Spirito di verità che procede dal Padre mio, egli testimonierà di me”. (Giovanni 15:26)
“Ma quando verrà lui, lo Spirito di verità, egli vi guiderà in ogni verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutte le cose che ha udito e vi annunzierà le cose a venire”. (Giovanni 16:13)
“Egli mi glorificherà, perché prenderà del mio e ve lo annunzierà”. (Giovanni 16:14)
5. LA RICERCA COSTANTE DELLA SUA VOLONTA’ PRATICANDO LE BUONE OPERE DI FEDE PREPARATE ANZITEMPO DA DIO
E' un obiettivo datoci e raggiungibile solo facendo parte del Suo “corpo”, che è la Chiesa, la quale non è istituita per dei semplici frequentatori, ma per insegnare a praticare - e trasmettere ad altri - gli insegnamenti del “Maestro”, affinché si possa diventare dei veri discepoli, i soli che erediteranno la vita eterna:
“Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli; ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli”.
(Matteo 7:21)
I discepoli si impegnano in particolare a realizzare le buone opere di fede predisposte e preparate anzitempo da Dio:
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“Noi infatti siamo opera sua, creati in Cristo Gesù per le buone opere che Dio ha precedentemente preparato, perché le compiamo”.
(Efesini 2:10)
6. IL DISCEPOLATO SI SVILUPPERÀ CONCRETAMENTE, LE AVVERSITA’ DA AFFRONTARE SARANNO ALL’ORDINE DEL GIORNO
Le opere di fede, preparate anzitempo da Dio, si compiranno solo per la grazia accordataci, che ci consentirà di manifestare lo Spirito Santo attraverso il dono della fede. Le prove si susseguiranno poichè siamo soldati di Cristo e siamo in guerra contro le forze del male:
"come Dio abbia unto di Spirito Santo e di potenza Gesù di Nazareth, il quale andò attorno facendo del bene e sanando tutti coloro che erano oppressi dal diavolo, perché Dio era con lui". (Atti 10:38)
… per questo è stato manifestato il Figlio di Dio: per distruggere le opere del diavolo. (1 Giovanni 3:8)
“Così anche voi, quando avrete fatto tutte le cose che vi sono comandate, dite: Siamo servi inutili. Abbiamo fatto ciò che dovevamo fare”. (Luca 17:10)
Il percorso sarà per tutti pieno di avversità, è stato tutto messo in bilancio, molti tra i discepoli nei duemila anni di vero cristianesimo hanno già perduto la vita prematuramente e tutti erano consapevoli di dover aggiungere le loro personali sofferenze a quelle di Gesù. Come loro, anche noi abbiamo bisogno di fortificarci ogni giorno per non venire meno, affinché il regno di Dio si manifesti con la salvezza del maggior numero di anime possibili.
San Giacomo ci preannunzia:
“Considerate una grande gioia, fratelli miei, quando vi trovate di fronte a prove di vario genere, sapendo che la prova della vostra fede produce costanza. E la costanza compia in voi un'opera perfetta, affinché siate perfetti e completi, in nulla mancanti… Beato l'uomo che persevera nella prova, perché, uscendone approvato, riceverà la corona della vita, che il Signore ha promesso a coloro che l'amano. Nessuno, quando è tentato, dica: «Io sono tentato da Dio», perché Dio non può essere tentato dal male, ed egli stesso non tenta nessuno. Ciascuno invece è tentato quando è trascinato e adescato dalla propria concupiscenza. Poi, quando la concupiscenza ha concepito, partorisce il peccato e il peccato, quando è consumato, genera la morte”. (Giacomo 1:2-4,12-15)
“Ora sono lieto di soffrire per voi; e quel che manca alle afflizioni di Cristo lo compio nella mia carne a favore del suo corpo che è la chiesa”.(Colossesi 1:24)
“affinché la prova della vostra fede, che è molto più preziosa dell'oro che perisce anche se vien provato col fuoco, risulti a lode, onore e gloria nella rivelazione di Gesù Cristo, che, pur non avendolo visto, voi amate e, credendo in lui anche se ora non lo vedete, voi esultate di una gioia ineffabile e gloriosa, ottenendo il compimento della vostra fede, la salvezza delle anime”. (1 Pietro 1:7-9)
Confermiamo, quindi, quanto affermato dall’apostolo Pietro: anche se l’avversario e il mondo che ci circonda si adoperano per impedirci di servire Dio, nella costanza e perseveranza nel servizio ci saranno dati dei momenti speciali, di una gioia assolutamente incomparabile, la gioia di sentire l’approvazione di Dio stesso:
“Ma cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno sopraggiunte. Non siate dunque in ansietà del domani, perché il domani si prenderà cura per conto suo. Basta a ciascun giorno il suo affanno”. (Matteo 6:33-34)
E consideriamo gli uni gli altri, per incitarci ad amore e a buone opere, non abbandonando il radunarsi assieme di noi (la Chiesa) come alcuni hanno l'abitudine di fare, ma esortandoci a vicenda, tanto più che vedete approssimarsi il giorno. Infatti, se noi pecchiamo volontariamente dopo aver ricevuto la conoscenza della verità, non rimane più alcun sacrificio per i peccati, ma soltanto una spaventosa attesa di giudizio e un ardore di fuoco che divorerà gli avversari. Chiunque trasgredisce la legge di Mosè muore senza misericordia sulla parola di due o tre testimoni. Quale peggiore castigo pensate voi merita colui che ha calpestato il Figlio di Dio e ha considerato profano il sangue del patto col quale è stato santificato, e ha oltraggiato lo Spirito della grazia?
(Ebrei 10:24-29)
7. LA COSTANZA NEL SERVIZIO CI CONSENTIRA' DI RAGGIUNGERE LA SANTIFICAZIONE E LA PERFEZIONE
Dio stesso ha promesso che ci renderà perfetti nel corso della nostra vita terrena, ciò sarà possibile non ricadendo nell’incredulità, ma perseverando nell'ubbidienza e nel servizio:
“Poiché io sono l'Eterno, il vostro DIO; santificatevi dunque e siate santi, perché io sono santo”. (Levitico 11:44)
poiché sta scritto: «Siate santi, perché io sono santo».
(1 Pietro 1:16)
E il Dio di ogni grazia, che vi ha chiamati alla sua eterna gloria in Cristo Gesù, dopo che avrete sofferto per un po' di tempo, vi perfezionerà egli stesso, vi renderà fermi, vi fortificherà e vi stabilirà saldamente. (1 Pietro 5:10)
“Chi è ingiusto continui ad essere ingiusto, chi è immondo continui ad essere immondo, chi è giusto continui a praticare la giustizia, e chi è santo continui a santificarsi”.
(Apocalisse 22:11)
Non abbiamo altra opportunità per poter entrare nel regno di Dio, se non attraverso il nuovo patto, poiché nessun uomo è in grado di salvarsi da sé:
“Nessuno può in alcun modo riscattare il proprio fratello, né dare a DIO il prezzo del suo riscatto, perché il riscatto della sua anima è troppo caro, e il suo costo non basterebbe mai”.
(Salmo 49:7-8)
Nessuno potrà guadagnarsi o riscattare, in alcun modo, né la propria anima né quella degli altri:
“Che dunque? Abbiamo noi qualche superiorità? Niente affatto! Abbiamo infatti dimostrato precedentemente che tanto Giudei che Greci sono tutti sotto peccato, come sta scritto: «Non c'è alcun giusto, neppure uno. Non c'è alcuno che abbia intendimento, non c'è alcuno che ricerchi Dio. Tutti si sono sviati, tutti quanti sono divenuti inutili; non c'è alcuno che faccia il bene, neppure uno»”. (Romani 3:9-12)
Quando Gesù ritornerà, la chiesa dovrà essere trovata senza
macchia e senza ruga:
“Come anche Cristo è capo della chiesa, ed egli stesso è Salvatore del corpo…” - “Parimenti come la chiesa è sottomessa a Cristo… …come anche Cristo è capo della chiesa, ed egli stesso è Salvatore del corpo… anche Cristo ha amato la chiesa e ha dato se stesso per le… per santificarla, avendola purificata col lavacro dell’acqua per mezzo della parola, …per far comparire la chiesa davanti a sé gloriosa, senza macchia o ruga o alcunché di simile, ma perché sia santa ed irreprensibile”. (Efesini 5:23-27)
Ma tu, Daniele, tieni nascoste queste parole e sigilla il libro
Fino al tempo della fine; molti andranno avanti e indietro e la
conoscenza aumenterà»…
…Egli rispose: «Va', Daniele, perché queste parole sono nascoste e sigillate fino al tempo della fine.
“Molti saranno purificati, imbiancati e affinati; ma gli empi agiranno empiamente e nessuno degli empi capirà, ma capiranno i savi”. (Daniele 12:4, 9-10)
“Perciò, carissimi, aspettando queste cose, fate in modo di essere trovati da lui immacolati e irreprensibili, in pace”.
(2 Pietro 3:14)
“Ora il Dio della pace vi santifichi egli stesso completamente; e l'intero
Vostro spirito (purificato), anima (imbiancata) e corpo (affinato) siano
Conservati irreprensibili per la venuta del Signor nostro Gesù Cristo.
Fedele è colui che vi chiama, ed egli farà anche questo”.
(1 Tessalonicesi 5:23-25)
Voti e saluti finali
“Ora il Dio della pace, che in virtù del sangue del patto eterno ha fatto risalire dai morti il Signor nostro Gesù Cristo, il grande Pastore delle pecore, vi perfezioni in ogni buona opera, per fare la sua volontà, operando in voi ciò che è gradito davanti a lui per mezzo di Gesù Cristo, al quale sia la gloria nei secoli dei secoli. Amen”. (Ebrei 13:20-21)
“Ora vi ha riconciliati nel corpo della sua carne, mediante la morte, per farvi comparire davanti a sé santi, irreprensibili e senza colpa”.(Colossesi 1:22)
“Voi dunque siate perfetti, come è perfetto il Padre vostro celeste”. (Matteo 5:48)
“Essi odiano chi li riprende alla porta e hanno in orrore chi parla con integrità”. (Amos 5:10)
La verità sopra esposta è biblicamente imprescindibile e di forte impatto, poiché il “nuovo patto”, non solo è direttamente legato al Vangelo, ma lo promuove; difatti, ancora oggi, non abbiamo trovato alcuna spiegazione del perché il termine patto sia così ignorato nel significato e nella sostanza.
Inoltre, siamo consapevoli che tale verità entrerà in contrasto con la visione di coloro che, invece, non perseguono l'integrità biblica.
Riconosciamo, infine, “che questo parlare è duro” (da Giovanni 6;60) rispetto alla visione comunemente diffusa, poiché tende a ristabilire la porta stretta così come era nella dimensione biblica originaria.
Non indugiare più, è una questione
di vita o di morte eterna.
N.B. I versetti biblici sono della versione nuova Diodati.
Il termine patto è riportato nella bibbia 280 volte (circa 250 facenti riferimento al patto di Dio),
45 volte come patto con/davanti/tra/dell' Eterno,
12 come patto eterno,
32 volte riportato nel Nuovo Testamento,
7 volte è scritto nuovo patto.
* Di seguito elencati ( mancano gli anni di Caino e dei suoi discendenti) i personaggi biblici a cui, di volta in volta, vennero ridotti gli anni di vita (anni reali come i nostri) a causa delle continue trasgressioni e disubbidienze dell’uomo. Dopo la brusca perdita dell’eternità, la vita è stata accorciata in maniera scalare e quasi progressiva, iniziando dai 930 anni di Adamo, ai 912 di Seth, poi Enosh 905, Kenan 910, Mahalaleel 895, ad eccezione di Jared che visse 962 anni; Enok visse sulla terra solo 365, perché non morì, ma fu assunto in cielo da Dio; Methuselah visse più di tutti gli altri, 969 anni, Lamek 777. Solo con Noè si ritornò ai 950 anni, perché anche lui fu gradito a Dio, dopo ricominciò la fase discendente: Sem 610 anni, Arpakshad 438, Seelah 433, Eber risalì a 464, Peleg 239, Reu 239, Serug 230, Nahor 148, fino a Terah, padre di Abramo, che risalì e visse tra i 205 e i 275 anni (219 valore stimato).
Al capitolo 6 di Genesi, emerge la motivazione da cui derivò la punizione più onerosa ed evidente: causata dalla poligamia praticata dai figli di Dio e che con le continue trasgressioni dell’umanità fecero sì che la media della vita si riducesse a soli 120 anni. Successivamente, vediamo una ulteriore riduzione (vedi salmo 90) dove la media scese tra i settanta e gli ottanta anni per i più forti. Ci sono ancora oggi delle eccezioni di ultracentenari. Dal contenuto della Bibbia, si evince che la durata della vita è in relazione all’ubbidienza concreta a Dio da parte di ogni uomo.